martedì 29 novembre 2005

Le stampelle, Il miele,
I codici, Wabi-sabi, la falsa
dicotomia Naturale-Artificiale,
L'attribuzione di valore,
Il debole come arrendevole come duttile,
adattabile,  comprensivo quindi evolvibile, quindi forte.
Le cose parlano. Lo sguardo Attivo.
Liberalizzare la creatività.
Discipline come trapia, come processo di risveglio.
Il diritto alla diversità e il diritto alla dignità.

"Aggravante per futili motivi"
ma saranno futili per te!
I motivi sono sempre sufficienti
per chi secondo quelli agisce!
Non importa quanto possano essere
sbagliati. Se vogliamo evitare una
comportamento che da quelli deriva,
bisogna capirli ed agire su essi.


Figure che come loro
punto d'arrivo ideale,
dovrebbero avere la creazione
di un mondo dove non c'è
più bisogno di loro!

Poliziotti, Dottori, Dentisti,
Artisti, Spazzini, Preti!


L'autodistruzione.

Il punto è che siamo convinti
che tutto abbia bisogno
di una validazione scientifica.
L'avvallo di un esperto.
L'ansia di distinguere
il principio attivo
(che funziona in quasi ogni caso)
dal placebo che funziona solo per alcuni.
Ma anche il placebo è scienza
non chimica forse, ma
psicologica, soggettiva,
personalizzata.
E a veder bene, quasi
tutti gli apparati di cui
ci circondiamo
si rifanno più al placebo che
all'effettiva efficacia.
a cominciare dalla pubblicità.

giovedì 17 novembre 2005

Parlare con chia ha già capito
che ha già accettato un codice.
Il codice è tutto.
il codice è il supporto.
ed il supporto determina il messaggio.
Come un'onda sonora cambia
se trasportata dall'aria o dall'acqua.
O come il fatto che ti odio passa attaverso
di me, il suporto ,e si smorza, invece di diventare
un pugno in faccia.

mercoledì 9 novembre 2005

Cos'è la forma
cos'è il colore
cos'è la vita
e quella strana relazione.
Una conduzione elettrica,
magnetica, invisibile forma
di bisogno.
Di congiunzione.
Fra forme, fra persone,
fra nomi e cognomi,
fra corpi e sensazioni.
Mi tocca immaginarne i contorni.
e le condizioni.
tra le mille continue opposizioni.
E-stendere tutto
verso per-verso
e così calmare,
con speculazioni.

La versione mai detta
d'una distanza che s'annulla.
un colpo, vicino.
Una linea, un confine
che vertiginosamente
vacilla.
Un imperturbabile dio
che uno sguardo
crolla.
Cosa sarebbe,
mi sconvolgo a chiedere.
Uno scrigno non aperto,
una linea del volto sfiorata
e un colore di pelle
baciata.

Attenzione d'un momento
sorriso fugace
a mezzabocca.
L'occhio che ti sfiora
lo sguardo che ti tocca.
Riflesso profondo
di profonda vibrazione.
Lascito d'un pensiero
mai passato all'azione.