Ma lo sforzo
più grande
è riconoscere
che l'ambiente
è avvelenato.
Il resto è conseguena,
il resto è reazione.
Amico salvati
amico.
lunedì 1 dicembre 2008
Tutto come spesso,
iniziò con uno sbaglio.
pasticcio, caduta
rovescio e crisi.
Nel disperar
di quell'intrico,
frutto di altrettanta
disperata esistenza,
un brillìo di sensatezza.
ma non subito, no
in quell'attimo
era soltanto
un altro di mille fallimenti.
non subito ma poi.
Come chiamereste
una svista al contrario?
Un errore che
invece di rovinare
aggiusta.
Un caos che genera
un caos che incuba le idee.
iniziò con uno sbaglio.
pasticcio, caduta
rovescio e crisi.
Nel disperar
di quell'intrico,
frutto di altrettanta
disperata esistenza,
un brillìo di sensatezza.
ma non subito, no
in quell'attimo
era soltanto
un altro di mille fallimenti.
non subito ma poi.
Come chiamereste
una svista al contrario?
Un errore che
invece di rovinare
aggiusta.
Un caos che genera
un caos che incuba le idee.
Giangilberto, l'asinello /
è un gran lavoratore,/
pensa che il mondo è molto bello/
e vuol esserne fautore/
//
Esce di casa tutto gasato/
cerca un lavoro che vale/
ma la cosa che ha trovato/
è un lavoro interinale/
//
Non fa in tempo ad imparare/
a cucire le cravatte/
che lo obbligano a cambiare/
e va ad ammazzar blatte/
//
Vuol cambiar e però/
incappa nell'articolo 18/
o nel malefico cococopro/
e si trova ancora capisotto/
//
A frenar il suo estro/
in questo modo contorto/
è il dover decifrare i contratti capestro/
e il trattamento di fine rapporto/
//
Ma c'è una cosa che lo ammalia/
una bella tranquilla assunzione/
perché no anche all'Alitalia/
e si becca la cassa integrazione/
//
Per sfuggir dai manager ladroni/
dei caporali fa il bracciante/
poi lavori in vecchi capannoni/
ed è vittima di incidente menomante/
//
Da quel dì non vuole più saperne/
ha sentito di morti bianche/
sui tralicci o nelle cisterne/
le sue orecchie ne sono stanche/
//
"Il lavoro fa male" grida/
"più non mi fregherete"/
di nessun più si fida/
ne sindacato, ne cavalier, ne prete/
//
Senza lavoro ne pensione/
testimonia col suo raglio/
che metter nel lavoro la passione/
è un'arma a doppio taglio/
///
Ma la cosa che lo consola/
di non aver la pensione/
è che non è vittima sola/
è con milioni di persone./
è un gran lavoratore,/
pensa che il mondo è molto bello/
e vuol esserne fautore/
//
Esce di casa tutto gasato/
cerca un lavoro che vale/
ma la cosa che ha trovato/
è un lavoro interinale/
//
Non fa in tempo ad imparare/
a cucire le cravatte/
che lo obbligano a cambiare/
e va ad ammazzar blatte/
//
Vuol cambiar e però/
incappa nell'articolo 18/
o nel malefico cococopro/
e si trova ancora capisotto/
//
A frenar il suo estro/
in questo modo contorto/
è il dover decifrare i contratti capestro/
e il trattamento di fine rapporto/
//
Ma c'è una cosa che lo ammalia/
una bella tranquilla assunzione/
perché no anche all'Alitalia/
e si becca la cassa integrazione/
//
Per sfuggir dai manager ladroni/
dei caporali fa il bracciante/
poi lavori in vecchi capannoni/
ed è vittima di incidente menomante/
//
Da quel dì non vuole più saperne/
ha sentito di morti bianche/
sui tralicci o nelle cisterne/
le sue orecchie ne sono stanche/
//
"Il lavoro fa male" grida/
"più non mi fregherete"/
di nessun più si fida/
ne sindacato, ne cavalier, ne prete/
//
Senza lavoro ne pensione/
testimonia col suo raglio/
che metter nel lavoro la passione/
è un'arma a doppio taglio/
///
Ma la cosa che lo consola/
di non aver la pensione/
è che non è vittima sola/
è con milioni di persone./
mercoledì 17 settembre 2008
Il cervello come ali.
Voli in alto, traiettorie elaborate,
sempre più elaborate,
fino allo stallo.
Col rischio di cadere e morire.
Oppure cercare l'assoluto
andando sempre più in alto.
Per trovarsi di fronte al muro
della rarefazione dell'aria e al freddo.
Lo strumento è governato dai prorpi limiti
e non può esimersi da questi.
Noi ne cavalchiamo uno
a tutta birra.
Ma non arriveremo dove lui non può
arrivare.
Voli in alto, traiettorie elaborate,
sempre più elaborate,
fino allo stallo.
Col rischio di cadere e morire.
Oppure cercare l'assoluto
andando sempre più in alto.
Per trovarsi di fronte al muro
della rarefazione dell'aria e al freddo.
Lo strumento è governato dai prorpi limiti
e non può esimersi da questi.
Noi ne cavalchiamo uno
a tutta birra.
Ma non arriveremo dove lui non può
arrivare.
venerdì 6 giugno 2008
possibile che dobbiate
sbatterci per foza il muso?
lo capirete solo quando
vi innamorerete perdutamente
del vostro robot domestico.
Vi renderete conto di
essere disposti a fare
qualunque cosa per lui
ed anche allora vi sentirete
affetti da una qualche malattia.
e giù libri di psicanalisi
daje al mostro,
ma non c'è niente di strano,
non c'è mai stato niente di strano.
Se non la nostra poca
capacità di comprensione.
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